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Pazienti anziani con tumore polmonare non-a-piccole cellule con mutazione EGFR: inibitori della tirosin-chinasi di EGFR, una valida opzione terapeutica


Gli inibitori della tirosin-chinasi di EGFR, quali Erlotinib ( Tarceva ), Gefitinib ( Iressa ) e Afatinib ( Giotrif ), hanno profondamente modificato la storia del tumore polmonare non-a-piccole cellule ( NSCLC ), metastatico, con mutazioni nel gene EGFR.
Tuttavia, non sono disponibili dati sufficienti sull'efficacia di questi farmaci mirati nei pazienti anziani.

Lo scopo dello studio è stato quello di analizzare i dati clinici disponibili valutando l'efficacia delle terapie anti-EGFR nei pazienti anziani con tumore NSCLC avanzato con mutazioni EGFR.

È stata effettuata una meta-analisi basata sulla letteratura dei risultati di studi clinici randomizzati.

L'endpoint principale era rappresentato dalla sopravvivenza senza progressione ( PFS ), quale misura dell'efficacia del trattamento.

L'analisi aggregata ha rivelato un miglioramento complessivo significativo della sopravvivenza libera senza progressione ( hazard ratio, HR=0.44, IC 95% 0.28-0.69, p = 0.0004 ) con l'utilizzo di inibitori della tirosin-chinasi di EGFR nel tumore polmonare non-a-piccole cellule EGFR mutato.

La stratificazione dei dati per i sottogruppi di età ha mostrato che gli inibitori della tirosin-chinasi di EGFR erano più efficaci nel prolungare la sopravvivenza libera da progressione nei pazienti anziani, con un hazard ratio di 0.39 ( p=0.008 ), rispetto ai pazienti più giovani ( HR=0.48, p = 0.04 ).

I risultati di questo studio suggeriscono che gli inibitori della tirosin-chinasi di EGFR hanno un effetto significativo nel rallentare la progressione delle malattie nei pazienti anziani con tumore NSCLC in fase avanzata, rappresentando quindi una valida opzione terapeutica in questo gruppo di età. ( Xagena )

Roviello G et al, Clin Exp Med 2017; Epub ahead of print

Xagena_OncoGeriatria_2017



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